C’è chi si sposa a 83 anni, chi si ama da oltre 70. Chi si incontra “per caso” durante la guerra e chi continua a scegliersi ogni giorno, anche quando la vita cambia ritmo.
In occasione di San Valentino, raccontiamo alcune storie d’amore nate o vissute all’interno delle nostre RSA, storie che dimostrano come l’amore non abbia età, né scadenza. Nelle nostre residenze l’amore è fatto di visite quotidiane, mani che si cercano, di promesse mantenute nel tempo. È la forza di un sentimento che attraversa decenni, difficoltà, distanze e nuovi inizi. Tante storie diverse, unite dallo stesso filo: l’amore che resta.
Condividiamo queste testimonianze di come le nostre strutture siano luoghi di vita, relazioni e affetti, dove l’amore continua a esistere, evolversi e sorprendere, anche un po’ in là negli anni…
Commovente la storia di Giuditta e Carlo, Ospiti di Casa Mia Casier, celebrano un San Valentino all’insegna dell’affetto e della complicità, testimoniando che l’amore, quello vero, non conosce barriere. La loro storia, inizia nel lontano 1957, durante una fiera a Padova. Carlo, allora ventiquattrenne, colpì Giuditta, ventenne, con un gesto semplice ma efficace: piccoli sassolini lanciati a distanza. “Ricordo con un sorriso che Carlo le lanciava piccoli sassolini a distanza, un gesto giocoso che catturò subito la sua attenzione”, racconta Giuditta. Nel 1961, Giuditta e Carlo si sposarono a Treviso, coronando il loro sogno d’amore e dando vita a una famiglia con due figli. Il segreto della loro lunga e felice unione? Il rispetto reciproco e le piccole attenzioni quotidiane. Giuditta, appassionata di fiori, ha sempre ricevuto da Carlo omaggi floreali, un gesto che continua ancora oggi, seppur con minore frequenza. “Carlo scherza spesso sul fatto che gli mancherebbe solo un negozio di fiori in struttura per poterle fare regali ogni giorno”, aggiunge una nota del comunicato. Nella vita di tutti i giorni, Giuditta si è sempre occupata della gestione domestica e amministrativa della casa con precisione e metodo Il loro consiglio alle giovani coppie? “Dialogare molto, senza mai nascondersi dietro bugie o sotterfugi.” Un insegnamento prezioso, frutto di una vita trascorsa insieme, affrontando gioie e difficoltà con amore e complicità. E se dovessero riassumere il loro matrimonio in una frase, non avrebbero dubbi: “Noi siamo ancora fidanzati!” Una dichiarazione semplice ma potente, che racchiude l’essenza di un amore che non conosce età e che continua a fiorire, giorno dopo giorno, nella RSA Casa Mia Casier. La storia di Giuditta e Carlo è un esempio di come le RSA possano essere luoghi di vita, relazioni e affetti, dove l’amore continua a esistere, evolversi e sorprendere, anche un po’ in là negli anni.
Roberto e Giuliana – sono Ospiti della Residenza San Felice di Segrate a Milano. Insieme da 68 anni, tutto iniziò “per caso”. Roberto ha 96 anni, Giuliana 94. Vivono oggi in due camere comunicanti, come se fosse naturale non separarsi mai. La loro storia inizia nel 1943, su un battello sul lago di Como, durante la guerra. Uno sguardo, niente parole. Poi incontri mancati, coincidenze, lunghi silenzi. Un anno dopo si sposano. Da allora sono insieme da 68 anni. Il loro consiglio? «Mettere al centro l’altro, ascoltare, avere comprensione. È così che una storia dura una vita».
Giuseppe e Carla invece vivono alla Residenza Julia a Sanremo. Amore, lavoro e vita insieme da 71 anni. Si sono conosciuti nell’estate del 1954, lavorando nello stesso ufficio. Da allora non si sono più lasciati. Una coppia “vincente”, come amano definirsi: nel lavoro, nel matrimonio e oggi nella vita in struttura, sempre fianco a fianco da 71 anni. Nessuna divisione dei ruoli, solo accordo, pazienza e comunicazione. Il sogno più grande realizzato? I figli.
Agnese e Cornelio ci raccontano la loro storia dalla Residenza San Celso di Milano. Un amore nato in balera e durato una vita… Era il 1954. Si sono piaciuti subito.
Il loro segreto? «La pazienza», dice Agnese. «Sorvolare sulle piccole cose e ricordarsi sempre che ci unisce l’amore». Quando litigavano, lui la faceva ridere. I ricordi più belli? Un viaggio a Camogli e alle Cinque Terre, la casa comprata a Milano dopo anni di sacrifici, la famiglia costruita insieme.
Sposarsi a 83 anni, dopo anni insieme. La scelta di Lodovico, 83 anni, ospite della Residenza San Celso di Milano. Rita lo raggiunge ogni giorno, senza mai mancare un appuntamento. Entrambi hanno lavorato per anni alla Gazzetta dello Sport: lui giornalista inviato, lei nell’amministrazione. Si erano fatti una promessa: non ci sposeremo mai. Poi, nel dicembre 2025, qualcosa cambia. Una semplice domanda di un ex collega – “Ma voi perché non vi sposate?” – basta a farli guardare negli occhi e capire che è arrivato il momento. Il 6 dicembre 2025 si sono sposati in Comune. «Lei è sempre stata dolce, ma anche forte e determinata», racconta Lodovico. E forse è questo mix bilanciato il segreto di una relazione che dura.
Dai racconti di Casa Mia Verdello: “Ma quale storia d’amore!” Mosè e Maria lo ripetono sempre. Eppure, da quando lui è arrivato sullo stesso piano, qualche mese fa, succede una cosa curiosa: difficilmente li si vede separati. Si cercano. Si aspettano. Si preoccupano se l’altro non si vede per un po’. Fanno le attività insieme, si siedono vicini a tavola e ogni tanto Mosè si presenta con un piccolo regalo: dei cioccolatini per Maria. Nessuna promessa, nessuna parola importante. Solo attenzioni quotidiane. Forse l’amore, a una certa età, non ha bisogno di essere dichiarato. Basta qualcuno che si accorga se oggi non sei sceso a colazione.
Per Maria Luisa ed Eugenio tutto è iniziato con una partita a carte. Un giorno si sono seduti allo stesso tavolo, poi il giorno dopo ancora, e poi è diventata un’abitudine. Ogni giorno: carte, risate e qualche piccola discussione su chi avesse barato. Ma il momento più importante arriva a pranzo. Eugenio, prima di sedersi al suo tavolo, passa sempre da quello di Maria Luisa. Non si ferma molto, ma il tempo di dirle: “Buon pranzo”. Un gesto semplice, che però non dimentica mai. Perché a volte l’amore non è fatto di grandi parole. È qualcuno che, ogni giorno, si ricorda di te. Mario ed Anna sono la testimonianza che non tutte le storie iniziano con un colpo di fulmine. Mario è un uomo molto colto, appassionato di fisica. Ama spiegare, raccontare, ragionare. Anna invece è sempre stata più sulle sue: riservata, prudente, diffidente con chi non conosce. All’inizio parlavano poco. Poi una domanda, poi una risposta. E senza accorgersene hanno iniziato a sedersi sempre nello stesso posto in salone. Oggi passano interi pomeriggi a conversare. Di pianeti, di ricordi, di vita. Spesso smettono solo quando qualcuno li avvisa che è ora di cena, perché il tempo, insieme, sembra correre più veloce. Non si tengono per mano. Non si scambiano promesse. Ma si ascoltano davvero. E a volte l’amore è proprio questo: trovare qualcuno con cui il silenzio non pesa e le parole non finiscono.
A volte l’amore parla senza voce. Giuseppe e Giovanna vengono dallo stesso paese. Si conoscevano di vista, come succede nei piccoli luoghi, ma la vita li aveva portati altrove. Poi, anni dopo, si sono ritrovati qui. Giovanna è afasica: le parole non riescono più a uscire come vorrebbe. Ogni mattina Giuseppe passa da lei. Le dà il buongiorno. A pranzo non dimentica mai di augurarle buon appetito. E se la vede agitata, resta vicino finché non si calma. Lei non può rispondere. Non con le frasi. Ma lo guarda, e lui capisce. Non servono conversazioni, promesse o ricordi raccontati. Basta una presenza costante, sempre alla stessa ora, ogni giorno. Perché esistono legami che non hanno bisogno di essere detti. Devono solo essere vissuti. Celebriamo la bellezza dei sentimenti e la forza dei legami umani.